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Gigantomachia
di Fabio Barignani
edizione critica a cura di Giorgio Nonni
Quaderno n.2 della Fondazione Scavolini
Primo della serie letteraria a cura di Scevola Mariotti Edizioni
Panini, Modena 1988
La Gigantomachia è uno degli argomenti più tipici
dell'epica classica; narra la mitica lotta per il predominio
dell'Olimpo intrapresa contro Giove da Titani e Giganti, e terminata
con la loro disfatta.
Una Gigantomachia , in esametri latini e divisa in quattro libri, è contenuta in un manoscritto conservato presso la Biblioteca
Oliveriana di Pesaro. Non reca l'indicazione dell'autore; autorevoli
attestazioni erudite locali concordano tuttavia nell'assegnare
all'erudito e diplomatico Fabio Barignani, vissuto nel XVI secolo,
la paternità del poema. La tradizione erudita pesarese
risulta del resto confermata dal confronto effettuato, nel corso
del lavoro per la produzione dell'edizione critica, tra la scrittura
delle lettere autografe del medesimo autore conservate presso
l'Archivio di Stato di Firenze e quella del manoscritto della Gigantomachia.
Fabio Barignani nacque a Pesaro nel 1532, e dopo avere seguito
studi giuridici, nel solco di una tradizione di famiglia ben
consolidata, compì per tutta la sua vita una lunga attività di diplomatico per i duchi pesaresi: Guidobaldo II e poi Francesco
Maria II della Rovere.
La Gigantomachia venne composta dal Barignani fra il
1550 e il 1574, anno della morte di Guidobaldo II della Rovere;nei
confronti di questo duca l'opera ha chiari intenti encomiastici.
Nelle antiche versioni del mito Giove aveva avuto bisogno dell'aiuto
di Ercole per vincere i Giganti; il poeta e diplomatico roveresco
si figura invece che il re degli dei si rivolga al duca Francesco
Maria I, signore di Pesaro e che all'intervento di questo e
del figlio Guidobaldo debba la sua vittoria: per ricompensa
il duca viene assunto in cielo fra gli dei.
Indice:
Scevola Mariotti
• Presentazione
Giorgio Nonni
• Introduzione
• Notizie sull'autore
• Le opere
• Gigantomachia
• Apparato critico |
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