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LE ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE
La Fondazione Scavolini opera dal 1984 per la valorizzazione
del patrimonio storico-culturale del territorio pesarese, seguendo
un autonomo percorso culturale volto a valorizzare opere e soggetti
di indagine trascurati dagli enti istituzionali.
Le iniziative principali fino ad oggi condotte a termine sono
relative ai settori tematici che seguono:
Museografia
Nel 1989, nella casa natale di Gioachino Rossini,
nato a Pesaro nel 1792, la Fondazione ha realizzato un museo
dedicato al grande compositore; nell'occasione ha curato l'allestimento
espisitivo e il restauro di tutto il materiale esposto, rappresentato
da cimeli, stampe, oggetti d'epoca.
È stato anche edito il catalogo del museo, redatto a cura di
Bruno Cagli e Mauro Bucarelli.
Restauri e recuperi ambientali
La Fondazione ha realizzato iniziative rivolte ai centri minori
dell'entroterra collinare pesarese, con il restauro, nel 1992,
di un gruppo di affreschi devozionali quattrocenteschi della
romanica Pieve vecchia del borgo di Ginestreto, nel comune di
Montelabbate e, nel 1995, della cappella settecentesca
del Beato Sante, situata nel santuario omonimo nel comune di
Mombaroccio.
Il restauro dell'imprtante ciclo di affreschi di Ginestreto
è l'oggetto di un volume di studio, inserito nella collana dei
Quaderni della Fondazione
Negli anni 1994 e 2000, la
Fondazione ha curato il restauro di due importanti portali portali
marmorei trecenteschi delle chiese di San Francesco e San Domenico
a Pesaro, i quali recano rilevanti gruppi scultorei di grande
importanza per la storia della cultura cittadina.
I restauri condotti sono stati documentati con due pubblicazioni
inserite nella collana dei Quaderni della Fondazione.
Negli anni 1997-1999, la Fondazione ha predisposto
il progetto per il recupero di un'ala del convento seicentesco
di S. Giovanni Battista, a Pesaro e per la sua conversione e
Biblioteca centrale della città. Il progetto è stato redatto
sotto la guida dell'arch. Danilo Guerri e donato al Comune di
Pesaro, che, avvalendosi dei finanziamenti pubblici previsti
per il Giubileo 2000 ha integralmente realizzato l'opera, che
per la sua qualità architettonica ha ottenuto la Menzione d'onore
per la cultura e il tempo libero della Triennale di Milano.
Nell'arco degli anni 2000-2002, dopo la stipula
di una convenzione fra la Fondazione Scavolini, la Comunità
ebraica di Ancona e l'Unione delle comunità ebraiche d'Italia,
la Fondazione ha condotto un intervento generale di recupero
ambientale e restauro del cimitero ebraico storico della città.
Il cimitero venne istituito alla fine del XVII secolo su un
colle affacciato al mare e vi rimangono oltre 150 monumenti
funebri diversi, con iscrizioni e decori, realizzati in pietre
locali. L'abbandono del cimitero nei decenni passati aveva favorito
una profonda la completa naturalizzazione dell'area, che appariva,
prima dell'intervento, completamente ricoperta da una folta
vegetazione, la quale aveva integralmente celato i monumenti
e dato al sito un un carattere fortemente romantico; l'area
è peraltro inserita in un parco naturale regionale. L'intervento
ha riguardato sia la pulitura e il restauro dei cippi e monumenti
lapidei, sia l'apertura di percorsi fra la vegetazione, con
passerelle e risalite in legno che ne facilitano la percorribilità,
senza però modificare il carattere naturale che il luogo ha
assunto.
All'iniziativa del restauro è stato collegato uno studio, pubblicato
nel 2003 nella collana dei Quaderni della Fondazione
con il titolo Studi sulla comunità ebraica pesarese, che raccoglie
saggi di diversi autori sul soggetto.
Tutti gli interventi sono stati effettuati in forma diretta:
vale a dire è stata la Fondazione a farsi carico della redazione
dei progetti di intervento, a selezionare gli operatori che
hanno effettuato materialmente il restauro, a dirigere i lavori.
Storia della cultura del territorio
La Fondazione ha promosso una serie di ricerche, su aspetti
di rilievo della cultura storica del territorio, che hanno avuto
come risultato la pubblicazione di una serie di volumi, raccolti
in apposite collane edite direttamente dalla Fondazione Scavolini.
I progetti di ricerca hanno riguardato:
• Il Palazzo Ducale della città di Pesaro, uno degli episodi
più significativi del periodo rinascimentale del territorio
dell'antico ducato;
• L'edizione critica di manoscritti di epoca rinascimentale,
redatti presso la corte ducale pesarese dei Della Rovere e conservati
presso la biblioteca Oliveriana di Pesaro e la Biblioteca Vaticana
di Roma;
• Lo studio di collezioni di ceramiche, di tessuti, di
arredi lignei conservati nei depositi dei Musei Civici della
città e che entreranno a fare parte di una nuova struttura museale
pubblica di prossima realizzazione;
• La pubblicazione, in tre successivi volumi, dei principali
catasti storici della città di Pesaro, strumento di ricostruzione
del paesaggio storico della città e del suo territorio e delle
sue dinamiche sociali ed economiche
• Il fenomeno della nascita
e dello sviluppo dell'industria mobiliera nel pesarese, con
un'indagine rivolta sia ai suoi aspetti storico-economici, che
a quelli più direttamente riferiti al disegno ed alle valenze
culturali. La ricerca, compendiata in uno dei volumi editi a
cura della Fondazione, è stata accompagnata dalla realizzazione
di una mostra, che ha presentato alcuni esemplari di arredi,
fra i primi prodotti industrialmente nel pesarese.
Musica
La Fondazione ha promosso una ricerca rivolta allo studio delle
fonti, e alla trascrizione in modo idoneo ad una esecuzione
moderna, del patrimonio musicale pesarese e marchigiano dei
secoli sedicesimo e diciassettesimo. Obiettivo dell'iniziativa
è stato quello di promuovere uno studio organico per il recupero
di un importante patrimonio musicale in gran parte ancora sconosciuto
e di riproporlo al pubblico d'oggi. Il lavoro si è espletato
in una fase di ricerca d'archivio e nella successiva spettacolarizzazione
degli studi condotti nel corso del Rossini Opera Festival, che
attraverso incisioni discografiche. Dal 1994 la Fondazione Scavolini
partecipa inoltre, come soggetto promotore, all'ente Rossini
Opera Festival, che da quell'anno ha assunto anch'esso la veste
giuridica di fondazione, pur mantenendo la sua denominazione
originaria. |
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